Anoressia e bulimia: una comunicazione interrotta

L’anoressia e la bulimia sono malattie che possono uccidere, Malattie di tante giovani donne, di rari uomini. L’anoressia è il teatro dove il corpo urla disperatamente la sua denuncia al corpo, è una sofferenza che viene esibita, fatta per essere vista. E’ la tragedia della magrezza, oggi, nel tempo dell’abbondanza, del troppo, sia esso cibo, denaro, oggetto. La bulimia è invece una soluzione che inganna, nel credere di trovare con il cibo ciò che si cerca e non si ha nell’amore, a volte pensando di poter fare ameno degli altri, perché il cibo non abbandona mai, gli altri, a volte, si. Il corpo magro non soffre di fame, ma di esistere. Anoressia e bulimia non sono semplici malattie dell’appetito, ma prigioni in cui si nasconde il dolore e la paura del rapporto con gli altri, il bisogno di amore. L’adolescenza è la porta d’ingresso nel mondo adulto, nel corpo adulto, nel tempo dell’incontro con l’altro. E’ un’età rischiosa, di un rischio che gli adulti spesso dimenticano pur avendolo passato, quel rischio a cui ci si espone ogni volta si chiede l’amore o l’affetto dell’altro. Se questa dinamica in tutto e per tutto umana non funziona, i disturbi del comportamento alimentare sono muri che escludono il mondo dei rapporti umani e inseguono un irraggiungibile ideale di purezza, di distacco o di autonomia assoluta, sebbene i attimi o in momenti parziali. Ma quello dell’anoressia o della bulimia è un rifugio pericoloso. L’adolescenza è l’epoca in cui i genitori vedono allontanare i figli, ed è in questa fase che emerge il tentativo di separarsi. Il distacco (o semplicemente la sua idea) deve essere necessariamente tollerato. Soprattutto in questo tipo di distacco è necessario amare, chiedere senza abbandonare. La prevenzione dell’anoressia e della bulimia, come quella di altri disturbi, comincia nella mente di un genitore, che non deve combattere una battaglia persa fatta di minacce, collusioni o denunce: non è il cibo il nemico e non è l’appetito che è malato. Di anoressia e bulimia si guarisce, ma nessuno può chiederlo per un altro perché guarire è una scelta personale ragion per cui piuttosto che alimentare un campo di rabbia e conflitti dove tutti sono destinati a soffrire, è importante farsi aiutare per ripristinare la comunicazione affettiva che si è interrotta.

Psicologo, Psicoterapeuta

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