Nella storia del movimento psicoanalitico, Donald Woods Winnicott (1896-1971) ha avuto il merito di fornire una teoria dello sviluppo psichico complessa e innovativa, sempre corroborata da un’attenta osservazione clinica e da un costante interesse verso l’importanza delle dinamiche relazionali nell’andamento del processo di crescita. La sua teoria, elaborata a partire da una serie di interessanti ricerche in ambito pediatrico, fornisce una descrizione articolata, penetrante e spesso poetica della nascita e dell’evoluzione del Sé psichico. Quasi tutti i suoi contributi teorici e clinici partono da una rielaborazione critica dei modelli di sviluppo precedentemente pensati in psicoanalisi e ruotano intorno ad una idea di sviluppo psichico inteso come una continua e conflittuale lotta del Sé verso una forma di esistenza individualizzata, che, nello stesso tempo, possa permettere un intimo contatto con gli altri. Nel 1945, Winnicott cominciò a sistematizzare una raccolta di principi teorici che andavano a segnare il distacco dalle posizioni teoriche ortodosse, in particolar modo quelle di Freud e della
psicologia dello sviluppo
Introduzione al pensiero di Daniel Stern
A cura del dott. Vincenzo De Blasi (Psicologo Clinico, Psicoterapeuta, riceve a Roma in via Giambullari, 8, zona Colosseo/San Giovanni; per appuntamenti: tel.3494671606) Quando nel 2006 ebbi il privilegio di incontrare Daniel Stern in supervisione, il mio modo di pensare la teoria e la tecnica psicoterapeutica cambiò definitivamente. Stern, con il suo modo elegante di rileggere la storia clinica che con non poco timore reverenziale avevo sottoposto alla sua attenzione e con un atteggiamento diversamente formativo dai miei precedenti supervisori, mi portò a pensare la narrazione del paziente in modo sostanzialmente nuovo rispetto al modello psicoanalitico che fino ad allora avevo appreso in 4 anni di specializzazione. Trasformando i problemi clinici, i compiti e le crisi evolutive (come l’attaccamento, l’indipendenza e la sicurezza) in linee di sviluppo (problemi di vita piuttosto che stadi specifici) e sostituendoli con il senso di Sé, la dimensione terapeutica che avevo imparato a resocontare dall’incontro con professor Stern divenne più libera nell’analisi del locus d’origine storico e