Il sogno come oggetto di mediazione nel gruppo esperienziale

I-surreali-mondi-di-Vinicius-Costa-Collater.al-4La possibilità di condividere i sogni all’interno di un’esperienza gruppale aiuta a conoscere e svelare i diversi livelli della realtà psichica che caratterizzano l’area transizionale dove nasce e si sviluppa la creatività.

L’esperienza di condivisione in gruppo del materiale onirico, rappresentato – e quindi evocato attraverso i simboli che caratterizzano le diverse modalità d’espressione scelte liberamente dai partecipanti – amplifica inoltre il valore sociale della creatività e dei sogni stessi, creando uno spazio per  l’integrazione delle emozioni complesse che caratterizzano le relazioni significative, anche rispetto al contenitore istituzionale e lavorativo di riferimento.

Nella metodologia che intende stimolare il lavoro psicologico individuale e gruppale sull’arte del sogno e del sognare, questi aspetti vengono amplificati ed esemplificati attraverso l’invito alla narrazione onirica e ai suoi elementi caratterizzanti, a partire da uno stimolo creativo, per mezzo dei vari canali rappresentativi (pittura, scultura, musica, arti visive ecc.) attraverso cui socialmente è manifestata la creatività individuale.

Più in generale, nel dispositivo esperienziale si può dire che il sogno tenda “naturalmente” a configurarsi come elemento mediatore in gruppo e, pertanto, faciliti il processo di mentalizzazione delle emozioni e dei vissuti, promuovendo consapevolezza di sé e conoscenza attraverso una sintesi delle somiglianze presenti nel campo. Nell’attivare una dinamica di rispecchiamento interpersonale, la rappresentazione del sogno attraverso il disegno funge inoltre da impulso per i processi di catena associativa gruppale, amplificazione tematica, autorappresentazione (individuale e gruppale) (Neri, 1985), e favorisce l’istituzione di legami più circoscritti che “danno senso ai miti dell’umanità e all’immaginario che essi veicolano” (Vacheret, 1995).

Nel gruppo esperienziale così pensato, i sogni emergono con una presenza viva, fattuale e simbolica, in un qui e oradove è possibile esperire nuovi vincoli tra i membri e nuove significazioni del vissuto passato e presente; da tali premesse, l’area rappresentazionale del “come se”, sia in chiave individuale che interpersonale, si estende e viene alimentata attraverso le potenzialità evocative di un elemento condivisibile, ed esperibile in uno spazio intermedio tra finzione e realtà.

Nell’esperienza, si verifica quindi un passaggio continuo tra l’immaginario individuale e quello multipersonale, fra le immagini interne del singolo a confronto con quelle degli altri partecipanti, tra l’Io individuale e l’Io-gruppo. Attraverso la dimensione gruppale, le immagini vengono elaborate in senso e con senso più ampio e gli individui possono attingere pensieri ed emozioni dal campo instauratosi, fruire di nuovi elementi identificativi, riappropriarsi di contenuti originariamente propri che ritrovano trasformati e resi manifesti.

 

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