La teoria del campo di Kurt Lewin

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L’intera opera di Kurt Lewin è centrata sul concetto di campo, a partire dal quale è sviluppato un orientamento teorico rivolto all’analisi delle dinamiche che caratterizzano diversi ambiti psicologici (l’apprendimento, la personalità, lo sviluppo evolutivo, le dinamiche di gruppo ecc..).

La teoria del campo (Field Theory)più che una teoria circoscritta ad una determinata classe di fenomeni, può essere meglio definita come:

metodo di analisi dei rapporti causali e di elaborazione di costrutti scientificiche […]può essere espresso nella forma di alcune asserzioni generali circa la “natura” delle condizioni di mutamento(K.Lewin, 1951).

In qualità di approccio psicologico, la teoria del campoè focalizzata non solo a descrivere i fenomeni osservati ma, soprattutto, ad evidenziare le relazioni di interdipendenza ed i rapporti causali tra i fattori determinanti (oggetti, eventi, persone ecc…), pur non sacrificandone l’analisi delle specifiche caratteristiche peculiari.

Seguendo questa logica interpretativa, il camposi definisce come la totalità dei fatti coesistenti ed osservabili come elementi mutuamente interdipendenti.

A partire da tali considerazioni, se in ambito psicologico si intende la persona come un oggetto dinamicamente inserito in un ambiente unico e complesso, risulta necessario tener conto di tutti gli elementi che hanno influenza su di essa.

Ciò che caratterizza questo modello teorico/metodologico , distinguendolo da altri orientamenti, è, in primo luogo, la sovradeterminazione del metodo costruttivo, utilizzato al fine di avanzare previsioni sul caso singolo. In base alla rappresentazione di un fenomeno specifico mediante l’uso di un certo numero di elementi costruttivi, una teoria del campocosì intesa dovrebbe quindi essere in grado di comprendere il funzionamento psicodinamico di una vasta gamma di comportamenti sociali. Le leggi generali e “costruttivistiche” della Psicologia, secondo Lewin, devono stabilire empiricamente le relazioni che intercorrono tra gli elementi che definiscono un dato fenomeno e la sua complessità funzionale. Questo aspetto determina quindi la possibilità di costruire un numero infinito di costellazioni, ognuna rappresentante un caso specifico ad un momento dato.

In base alla teoria del campo, gli elementi costruttivi potenzialmente applicabili alla psicologia sono:

  • la “posizione”psicologica, che indica l’ubicazione spaziale di una regione all’interno del campo psicologico rispetto alle altre; le regioni possono indicare, ad esempio, l’appartenenza di un individuo ad un gruppo, la sua posizione professionale, le sue relazioni affettive ecc…;
  • la “struttura cognitiva”,che descrive la configurazione complessiva dello spazio di vita e che è rappresentata dall’insieme dei rapporti di posizione di una molteplicità di regioni;
  • la locomozione”,come rapporto fra posizioni in diversi istanti, che definisce la dislocazione di un soggetto nel suo ambiente psicologico (che avviene, ad esempio, nel passaggio da un’attività ad un’altra);
  • la “forza”, come tendenza alla locomozione ed entità psicologica avente matematicamente il carattere di un vettore, ovvero un’intensità, una direzione ed un punto di applicazione;
  • la “valenza”, come valore che una regione acquista in un momento dato per la persona, che indica la direzione delle forze del campo e la conseguente locomozione;
  • il “bisogno”, definito come rapporto, ad un momento dato, fra la situazione di quella regione dello spazio di vita che rappresenta il soggetto e l’ambiente psicologico;
  • la “meta”, come campo di forza avente struttura particolare, in cui tutte le forze puntano verso la stessa regione;
  • l’ “influenza”, riferita alla capacità di indurre forze di una certa grandezza in un’altra persona;
  • I “valori”, che al pari delle ideologie possono essere considerati come dei campi di influenza che sviluppano i campi di forza e ne determinano il tipo di valenza;
  • il “conflitto”,determinato dalla sovrapposizione di almeno due campi di forza, come nel caso della frustrazione.

In secondo luogo, la teoria del campo è caratterizzata da un approccio dinamicoche interpreta il comportamento come il risultato dell’azione e del conflitto delle forze psicologiche ad esso soggiacenti. Allo stesso tempo, l’impostazione epistemologica che ne è alla base sottolinea la necessità di proporre una valida metodologia scientifica che permetta l’indagine dei livelli più profondi dei processi psichici in termini dinamici, ovvero di forze, di reazioni e di influenze.

La terza peculiarità del modello proposto da Lewin è inoltre quella di indicare le coordinate scientificamente “utili” al fine di inquadrare il concetto di campo nello specifico dominio della psicologia.

Muovendo dal presupposto che l’ “oggettività” in ambito psicologico ha valore attraverso una descrizione dei fenomeni non “classificatoria” ma “situazionale”, la descrizione corretta di un campo in psicologia, quindi, intende la “realtà soggettiva” come una rappresentazione intrapsichica della realtà costruita dall’individuo all’interno della sua rete di relazioni sociali.

Il quarto elemento distintivo è lo specifico procedimento analitico della teoria del campo, una metodologia teorico/tecnica che parte dalla situazione nel suo complesso e prosegue con l’analisi sempre più dettagliata delle parti e degli elementi, escludendo il rischio di una erronea e limitata ricostruzione della unità situazionale a partire dallo studio di elementi isolati.

Chiaramente, questo modo di procedere analitico (che muove “dall’alto verso il basso”) considera le proprietà fondamentali del campo come totalità correlate ma differenti rispetto a quelle delle loro parti costituenti. Infine, il paradigma scientifico individuato da Lewin si avvale di “rappresentazioni matematiche” per raffigurare concetti propriamente psicologici.

Tale tendenza è giustificata dal fatto che i concetti topologici e vettoriali combinano la capacità di analisi , la precisione concettuale, l’utilità del procedimento deduttivo e l’adeguatezza nei confronti dell’intero ambito dei problemi psicologici, in modo tale da essere superiori, a mio avviso, a qualsiasi altro strumento concettuale usato in psicologia.

 

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