Il fenomeno del gaslighting nei legami patologici

Unknown

Con il termine gaslighting è possibile indicare un fenomenologia relazionale di coppia sempre più diffusa, che emerge anche nelle stanze d’analisi soprattutto nei suoi effetti di richiesta di cura da parte di donne sofferenti o insoddisfatte per la natura dei loro legami sentimentali. Il gaslighting è correlato ad alcune forme di violenza psicologica e fisica sulle donne, in cui solitamente l’uomo tenta di convincere (o convince) la partner che è matta, ha un esaurimento nervoso, è paranoica e/o soggetta ad allucinazioni, specie quando viene accusata di gelosia priva di fondamento anche di fronte all’evidenza delle prove di un tradimento. Il termine deriva dall’omonimo film del 1944 diretto da George Cukor (in Italia Angoscia) e significa “abbassare di nascosto le luci a gas”, che nella proposizione cinematografica è uno dei trucchetti con cui un diabolico Charles Boyer cerca di indurre alla pazzia sua moglie (Ingrid Bergman) per farla chiudere in un manicomio e impadronirsi della cospicua eredità. Nel film sarà poi un detective a rassicurare la protagonista sulla sua sanità mentale, smascherando le macchinazioni del coniuge. Nella realtà quotidiana ci sono molti casi in cui le donne – o almeno quelle che possono permetterselo – affidano alle agenzie investigative il debunking degli altarini del marito: non perché sono malate di mente, ma perché se lo sono sentite dire così tanto spesso, in una gamma di toni dal mellifluo all’indignato, all’aggressivo, che ormai non si fidano più nemmeno di se stesse: in loro si annida il dubbio del delirio. Tale richiesta, in un certo senso, viene posta anche nell’ambito dei trattamenti psicoterapeutici. Più che la certezza di essere state tradite, cercano la sicurezza di non essere “pazze”, nell’angosciante ambivalenza del conflitto di decidere se obbedire al sacro vincolo del matrimonio – o del legame di coppia vissuto come un qualcosa di inscindibile – e aspettare che il marito torni alla fedeltà, o separarsi, chiedere il divorzio per colpa del coniuge. Se è importantissimo non sottovalutare tutte le varie sfumature della violenza fisica e psicologica sulle donne, non solo come obiettivo terapeutico ma anche come fondamentale missione culturale, sociale e morale, è altrettanto significativo interrogarsi in terapia sul conflitto psicologico attraverso cui le vittime del gaslighting scelgono di accompagnarsi a uomini malversanti o menzogneri e con loro istituire una relazione sentimentale evidentemente patologica. Tale focus ha due necessità: 1) porre fine alla violenza psicologica; 2) liberare le pazienti dai fantasmi che perpetuano stili relazionali patologici e impediscono di vivere in modo sereno il sentimento d’amore e i suoi derivati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...