La crisi dei legami nella società contemporanea

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Nella società contemporanea il legame fra gli individui e il legame degli individui con le diverse componenti della vita sociale e culturale è, a dir poco, in crisi. Ci troviamo in un’epoca di processi senza soggetto. Filosofi, sociologi, storici, psicoanalisti hanno descritto con linguaggi specifici questo fenomeno generale: il sapere e la volontà umana non sembrano più avere presa e controllo sui macroprocessi ai quali sono sottomessi e che essi stessi contribuiscono inconsapevolmente ad attivare. Ciò che va al di là degli individui (e i processi che li governano) sembra cioè obbedire a causalità totalmente fortuite, o totalmente determinate a priori, in tutti i casi inaccessibili a un controllo responsabile o a un fatto scelto, ragion per cui ogni costruzione comune, legata ad una volontà intenzionale, sarebbe soltanto un’illusione, un’utopia, una chimera. In tal senso, viviamo schiacciati sotto il peso degli elementi trans-soggettividell’esperienza, una fenomenologia in se e per se poco tangibile che scavalca la volontà individuale e, anche, le relazioni.Se è vero che i processi senza soggettonon dipendono dall’azione della (singola) persona, essi sono paradossalmente il risultato dell’azione di tutti; in questo senso sono anonimi, nascosti e agiti nel gruppo o nel sistema collettivo dove le singolarità si perdono.

Processo senza soggettoe individui sono però in qualche modo complici nel creare configurazioni contraddittorie, non prive di conseguenze sulla strutturazione della vita psichica, in particolare sull’attività di simbolizzazione e sul pensiero che lavora per donare un significato alla complessità. Il pensiero simbolico, purtroppo precario nel mondo contemporaneo, è invece essenziale: esso solo permette di elaborare il disagio psichico e sociale, la dispersione, lo smarrimento nell’eterogeneità e lo scarto tra l’esperienza del mondo interno e quella del mondo ambientale, la tensione tra processo senza soggetto, intersoggettività e soggettivazione. Tutte le peculiari conflittualità del nostro contesto storico definiscono nuovi tipi di malesseri e, di conseguenza, la necessità di una nuova idea di psicoterapia che non può prescindere da una sintesi produttiva tra dimensione soggettiva, inter-soggettivae trans-soggettivadell’individuo.E’ proprio su questa tensione “catastrofica” (tra i processi senza soggetto– che mandano alla deriva i gruppi e le istituzioni – l’auto-alienazione del soggetto e lo sviluppo dell’Io in relazione) che il lavoro psicoterapeutico (e la cultura di cui è portatore) potrebbe quindi aprire uno spazio di elaborazione utile a dare un senso all’inquietudine e al dolore.

Psicologo, Psicoterapeuta

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