Internet addiction: uso e abuso della rete

August-Vilella-Paintings-Third-Eye

Alcuni segnali definiscono in modo piuttosto semplice un abuso dei canali internet: la quantità di ore passate sui social network, il tempo rubato alla vita reale, il controllo delle vite degli altri, l’invidia che gli utenti ossessivi dei social provano, ad esempio, per gli scatti felici delle esistenze altrui. Ed è proprio dai meccanismi di “controllo ossessivo” si può capire se ci sono i sintomi della dipendenza. Nella pratica clinica si può osservare con frequenza sempre maggiore come ci siano persone per le quali il mondo esterno, multisensoriale e tridimensionale, che trascorre attraverso le normali coordinate di spazio e tempo, abbia un significato impoverito o distorto. Si tratta di una fenomenologia che va dalla mancanza d’interesse per i fatti della vita quotidiana a un disconoscimento radicale della realtà, accompagnata sovente da depersonalizzazione, perdita del sentimento di sé e perdita della sensazione di interiorità psichica. Non di meno, come si configurano le nuove forme di comunicazione interpersonale? Il linguaggio umano contiene in se la precisione della sintesi e della sensibilità del paraverbale: il tono, la modulazione della voce, sono soliti trasmettere le radici emozionali con un’efficacia davvero notevole. Che due persone si incontrano per parlare e che si vedano nella loro tridimensionalità, che si percepiscano con tutti i loro sensi, che si odorino e che si ascoltino, che percepiscano per la vicinanza il rumore dei loro battiti cardiaci, il modo di respirare ecc., costituisce una esperienza umana di contatto che anticipa il linguaggio in un doppio significato: 1) lo anticipa da un punto di vista evolutivo e 2) in ogni incontro si presenta con una velocità che supera l’emissione e la ricezione dell’articolazione sonora; in termini metaforici è, ovviando alla drammatizzazione dell’immagine, come il lampo rispetto al tuono. Il problema è che, tra qualche anno, questa scena corre seriamente il rischio di diventare anacronistica. Oggi, in tempi in cui il virtuale si insinua nelle menti e fa perdere sensorialità ed emozionalità, la più semplice delle situazioni sociali, la presenza corporea, consistente, tridimensionale, biologica, si è quasi trasformata in un atto di resistenza umana. A causa della presenza invasiva delle nuove tecnologie e del virtuale nella vita quotidiana, il corpo (che ha funzione di sostegno, organizzatore e portavoce di emozioni) viene negato, annullato o controllato in modo narcisistico (falso).

Psicologo, Psicoterapeuta

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