New Addiction
Nuove forme di dipendenza Nel Frammento XXXV, Epitetto (55-135 d.c.) scriveva che nessun individuo può considerarsi libero se non è padrone
Nuove forme di dipendenza Nel Frammento XXXV, Epitetto (55-135 d.c.) scriveva che nessun individuo può considerarsi libero se non è padrone
“Ticking away the moments that make up a dull day/ Fritter and waste the hours in an offhand way/ Kicking
read more Daniel Stern e il momento presente in psicoterapia e nella vita quotidiana
La questione amorosa si pone come materia in cui i dubbi risultano sempre più significativi delle certezze. Credo tuttavia
Un sentimentale è semplicemente uno che vuol godere il lusso di un’emozione senza pagare. (Oscar Wilde) Prima o poi in
“A quanto pare, tutti sanno che cos’è un’emozione fino a quando non si prova a definirla” (D’Urso e Trentin, 1988).
La paura è un’emozione provata in tutto il regno animale, e la sua funzione si esplica nel favorire la sopravvivenza
Alcune note sul concetto di empatia in psicologia clinica e in psicoterapia Può sconcertare la disomogeneità delle molteplici definizioni o tentativi di descrizione del concetto di “empatia” presenti nel panorama della letteratura psicologica. Con il termine “empatia”, generalmente, s’intende la capacità di risonare emotivamente con l’altro o il riprodursi di uno stato affettivo simile a quello dell’altro (G.C. Reda, 1982). Altresì, l’empatia può essere considerata una delle maggiori capacità di un terapeuta di successo, di un facilitatore o di un membro del gruppo capace di aiutare gli altri (A.M. Freedman, 1984). La risposta empatica è prevalentemente determinata dalla predisposizione psicologica di ogni individuo e dal suo personale e unico modo di esperire gli eventi emotivi; la persona empatica immagina come ha sperimentato egli stesso eventi simili a quelli che un altro individuo sta sperimentando e, dopo aver rilevato alcune caratteristiche sensibili del campo interpersonale (espressione del viso, gesti, tono di voce ecc.), arriva a quel senso di sentimento comune
A cura del dott. Vincenzo De Blasi (Psicologo Clinico, Psicoterapeuta, riceve a Roma in via Giambullari, 8, zona Colosseo/San Giovanni; per appuntamenti: tel.3494671606) Quando nel 2006 ebbi il privilegio di incontrare Daniel Stern in supervisione, il mio modo di pensare la teoria e la tecnica psicoterapeutica cambiò definitivamente. Stern, con il suo modo elegante di rileggere la storia clinica che con non poco timore reverenziale avevo sottoposto alla sua attenzione e con un atteggiamento diversamente formativo dai miei precedenti supervisori, mi portò a pensare la narrazione del paziente in modo sostanzialmente nuovo rispetto al modello psicoanalitico che fino ad allora avevo appreso in 4 anni di specializzazione. Trasformando i problemi clinici, i compiti e le crisi evolutive (come l’attaccamento, l’indipendenza e la sicurezza) in linee di sviluppo (problemi di vita piuttosto che stadi specifici) e sostituendoli con il senso di Sé, la dimensione terapeutica che avevo imparato a resocontare dall’incontro con professor Stern divenne più libera nell’analisi del locus d’origine storico e