Psicoterapia del legame patologico
Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che l’hanno fatto ammalare. (Ippocrate) Sigmund Freud presentò un
Prima di guarire qualcuno, chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che l’hanno fatto ammalare. (Ippocrate) Sigmund Freud presentò un
Quando l’abitudine è più forte del desiderio, si preferisce la certezza del dolore all’incertezza del cambiamento. (Andrea Devis) La questione amorosa
La riflessione teorica elaborata da Stern tende ad operare una sintesi tra il pensiero di matrice psicoanalitica e quello su
read more Daniel Stern: il mondo interpersonale e la costruzione del Sé
Dieci anni fa Zygmunt Bauman chiamò “paura liquida” quello stato di costante minaccia in cui il mondo contemporaneo vive a
read more L’età della paura liquida: ansia e attacchi di panico
In un interessante articolo scritto da Lilia Bordone de Semeniuk, Alberto Solimano, Aníbal Villa Segura e Samuel Zysman (colleghi argentini
read more Questione di modelli: cosa c’è nella mente dello psicoterapeuta
Quali sono gli elementi costitutivi di un buon modello di psicoterapia psicoanalitica? Dal punto di vista dei PRINCIPI DI AZIONE,
read more Gli elementi costitutivi della psicoterapia psicoanalitica
Il dipendente affettivo è invischiato in un’incontenibile angoscia di separazione, di solitudine e di distanza; presenta all’osservazione clinica forti sensi
Il contributo di Freud allo studio dei gruppi Dall’accezione teorica di Claudio Neri, possiamo segnalare come le idee più importanti per un approccio psicoanalitico al gruppo siano state elaborate in un arco di tempo di circa cinquant’anni, quello che intercorre tra Totem e Tabù (1912/1913) di S. Freud ed Esperienze nei gruppi (1961) di W. R. Bion. Durante questo periodo ci furono molti cambiamenti nel modo di concepire il gruppo: tra il “gruppo-massa” di cui aveva parlato Freud e quello di cui si interessò Bion vi sono numerose e significative differenze (Neri, Gruppo, 1998). Lo studio che Freud intese operare sulle dinamiche dei gruppi, quindi, pur non rientrando in modo specifico nell’ambito della teoria e delle tecniche che caratterizzano le metodologie gruppoanalitiche (come al contrario accade per la metodologia inaugurata da W.Bion) dimostrano indiscutibilmente un alto valore metapsicologico e speculativo. In primo luogo, il saggio “Psicologia delle masse e analisi dell’Io”, opera in cui Freud si propose di dare risposta
Che cosa è un gruppo? Ci sembra necessario premettere una riflessione, il più possibile sintetica e coerente, che aiuti a definire cosa sia un “gruppo”. Consapevoli dei rischi che occorrono in ogni tentativo di sintesi, in primo luogo è ovvio affermare che il “gruppo” può essere studiato attraverso diversi orientamenti di ricerca, sostanzialmente compatibili tra loro. Nell’ambito psicologico la scelta di fornire una definizione coerente e condivisibile di “gruppo” espone sempre a due tipi di rischi concettuali, allo stesso tempo uguali e opposti. Se si opta per una definizione complessa della fenomenologia e della natura della gruppalità, il pericolo è quello di creare confusione tra i diversi livelli interpretativi che rispondono alla diversità delle discipline scientifiche – sociologia, antropologia, filosofia, psicologia – e che danno visioni e comprensioni dell’oggetto in esame spesso apparentemente inconciliabili. In un secondo caso, quando si cerca di fornire invece una “definizione operativa” e quindi “satura” del concetto di “gruppo”, l’inevitabile errore potrebbe essere quello di
Epitetto scriveva che nessun individuo può considerarsi libero se non è padrone di se stesso. In un certo qual senso,